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Homo Faber - Mostra collettiva di pittura ad aerografo |
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GALLERIA FOTOGRAFICA
INTRODUZIONE (al catalogo) della D.ssa Cecilia Paolini
La tecnica della pittura a spruzzo ha origini antichissime: l’uso di nebulizzare il colore su un’ampia superficie attraverso una cannuccia è attestato già nel Paleolitico superiore (36.000 -10.000 a.C.) nelle celebri pitture murali rinvenute nelle grotte di Lascaux in Francia. L’areografia moderna risale al 1879, anno in cui il gioielliere Abner Peeler (Iowa, USA) brevettò il primo prototipo di aerografo da utilizzare per “pitture ad acquarello e altre tecniche artistiche”. Il brevetto fu acquistato e notevolmente migliorato da Liberty Walkup, l’imprenditore che diede la definizione di “airbrush” allo strumento e lo produsse in serie fondando la Airbrushing Manifacturing Company nel 1883. Fu lo stesso Walkup a insegnare la tecnica dell’aerografo a Wilson Irvine, maestro tra i più celebri paesisti americani la cui ricerca venne fortemente suggestionata dalla scuola di Barbizon. Il colore nebulizzato si adattava perfettamente all’indagine artistica di Irvine, imperniata sugli effetti ottici prodotti da luce e atmosfera sul paesaggio naturale. La stesura pittorica uniforme e sfumata, propria della tecnica a spruzzo, diventò parte integrante dell’analisi en plain air condotta da Irvine sull’esempio degli Impressionisti francesi.
Nonostante negli anni immediatamente successivi alla sua invenzione fosse diventato uno strumento a servizio della più alta forma di ricerca pittorica, in breve tempo l’aerografo fu relegato alla grafica pubblicitaria, alla decorazione artigianale e, in tempi recenti, alla colorazione industriale. L’intendimento della mostra e, più in generale, degli artisti che fanno capo all’Associazione Italiana Aerografisti, è riprendere l’indagine sulla tecnica a spruzzo integrandola con le più tradizionali pratiche pittoriche.
Il risultato è la nascita di una tecnica mista memore del lessico pittorico di Pupino Samonà la cui avanguardia, vicina alla poetica futurista di Balla ma focalizzata su un’indagine di tipo cosmologico, si caratterizza proprio per l’ibridazione tra pennello e aerografo.
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