..:: La Chat live di Aerografia.it, il metodo più veloce per dialogare con la community! ::..

Gli Ultimi messaggi del forum
ArgomentoIniziato daCategoriaData
Re:nastro per mascherature traditore!maurichPrimi passi03-02-12 19:11
Re:PREPARAZIONE CASCO HELP MEmaurichPrimi passi03-02-12 19:08
PREPARAZIONE CASCO HELP MEaeroxxPrimi passi02-02-12 16:55
Re:ciao genteivtigrePresentazioni02-02-12 15:41
Re:nastro per mascherature traditore!ivtigrePrimi passi02-02-12 15:39

Homo Faber - Mostra collettiva di pittura ad aerografo PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Indice articolo
Homo Faber - Mostra collettiva di pittura ad aerografo
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9


GALLERIA FOTOGRAFICA


Agostino Dimitri
La pittura di Agostino Dimitri è profondamente legata alla cultura figurativa dell’iperrealismo. La fedelissima riproduzione del reale è utilizzata come un potente strumento di illusione ottica per attirare l’attenzione di un pubblico sempre più abituato all’incorruttibilità dell’obiettivo fotografico. La realtà rappresentata da Dimitri, però, non è quella oggettiva di una qualsiasi riproduzione, ma una realtà possibile, arricchita di dettagli visibili solo attraverso l’interpretazione.

dimitri.jpg “Interspezione”, Aerografia su forex, 105x70 cm
In questa opera la vera protagonista è l’esperienza. L’uomo, per natura, non può raggiungere lo stato di perfezione che intuisce e che è impossibilitato a raggiungere. Esiste, però, una bellezza propria soltanto dell’essere umano, ossia la capacità di trasformare il proprio volto in base alle emozioni e all’esperienze del personale vissuto. Le rughe ritratte nel viso in primo piano palesano la vera forma della bellezza perché caratteristiche di una vita irripetibile. Ogni uomo plasma la sua vita in base a condizioni che, come per le opere d’arte, sono uniche e irripetibili. L’esperienza, come l’energia creativa, comporta una reazione che imprescindibilmente segnerà il volto dell’uomo semplice e la vita di un artista. L’interpretazione ultima di Dimitri al tema della mostra è che il dio Vulcano risiede in ogni uomo, perché il libero arbitrio di ogni scelta contribuisce a formare quella rete di rughe che potenzialmente costituiscono l’opera d’arte di ogni esistenza.

dimitri1.jpg “Tempo”, Aerografia su forex, 70x80 cm
In questo secondo dipinto la citazione di alcune grandi opere d’arte del passato è funzionale al messaggio rappresentato: ciò che accomuna i diversi campi dell’ingegno umano è uno spirito creativo incontenibile e dirompente capace di attrarre e annullare qualsiasi altro impulso.
L’esigenza di trasferire questa energia in un elaborato positivo che abbia la forza dell’universalità è primaria nell’uomo in dall’origine della Storia: soltanto questa indelebile traccia nella cultura collettiva restituisce alla coscienza umana il senso dell’eternità.

 

 

Antonio Fucito

Profondamente legato alla sua Sardegna, Fucito usa una tavolozza cromatica che richiama inevitabilmente le atmosfere della terra natia. Le tradizioni culturali a cui è profondamente legato costituiscono il filtro principale per avvicinarsi alla poetica di questo giovane e talentuoso artista. Il suo modo di intendere la l’ispirazione creativa richiama alla memoria la sensibilità tardo-romantica dei luoghi desolati dove poter sentire il lusso della propria coscienza.

fucito1.jpg “Divina proporzione”, olio e aerografo su tela, 80x120 cm
Per sua natura, l’essere umano sente la tensione tra la finitezza del suo corpo e l’intuizione di un ininito a cui anela ma che non può raggiungere. La percezione a priori di una dimensione divina, di un’estetica eterna da doversi assicurare, è un tema che da sempre ricorre nell’arte. Tramite la citazione di indiscussi capolavori del passato, Fucito rende omaggio a questo doloroso, inutile quanto indispensabile desiderio umano. I simboli-chiave di quest’opera, però, sono molteplici e aprono scenari interpretativi più profondi: se il modulo infinitamente ripetuto del nautilus diventa metafora della mente umana, proprio attraverso cui il corpo intuisce il divino, le mani che disegnano indicano la fiera volontà di essere artefici della propria condizione: come in un eterno rimando, per avvicinarsi all’infinito l’uomo pecca di “‘ύβρις” (in greco la superbia dell’uomo che sida gli dei, il sentimento che nella notte dei tempi lo condannò alla finitezza di un corpo imperfetto.

fucito.jpg “Inconscio”, olio e aerografo su tela, 80x100 cm
Riprendendo un tipo di luminismo vagamente ispirato ai caravaggisti francesi, la seconda opera di Fucito in esposizione esplica in modo essenziale il tema di fondo della mostra: la doppia anima dell’artista è rappresentata dalle uniche due igure del dipinto. Se in primo piano giganteggia un fabbro colto nell’atto della sua produzione artigiana, metafora del lavoro creativo tangibile, il vero protagonista si intravede in secondo piano, poco illuminato dalla zona di penombra: si tratta della figura-simbolo che rappresenta l’anima sensibile, unico recettore dell’ispirazione creativa.




 
< Prec.   Pros. >