Ciao Shed, duuuunque, tutto dipende da come parte e con che tipo di carte lavori.....
La carteggiatura può essere eseguita in varie modalità, a mano a secco, a mano a bagnato oppure a macchina normalmente a secco.
Le grane a secco sono sostanzialmente diverse così come la conformazione della carta abrasiva rispetto a quella effettuata ad acqua.
Quella a secco è normalmente di colore grigio chiaro e l'abrasivo di solito è ossido di alluminio, le grane possono variare in questo modo:
P40 per sgrossatura di stuccature grossolane o parti in resina grezze
P60 e P80 sgrossatura di stuccature medie
P120 carteggiatura di fondi riempitivi
P180 P220 e P240 Carteggiatura di isolanti a spessore
P360 P400 finitura e carteggiatura di fondi isolanti per l'applicazione delle tinte finali.
La carteggiatura con levigatrici rotoorbitali permette l'utilizzo di carte con grana di un livello più grosso grazie al movimento del disco che (rotoorbitale) permette di non lasciare rigature più grossolane, ma quà potrei aprire un'altro argomento e riempire un paio di pagine
Per la carteggiatura a bagnato la carta è di colore grigio scuro, viene messa in bagna una decina di minuti prima in un secchio d'acqua pulita, eventualmente con una piccola parte di sapone.
Questa carteggiatura riguarda le parti di finitura e non di sgrossatura del supporto che sono sempre effettuate a secco.
Corrispondenza delle grane:
P120 a secco corrisponde a P320 a bagnato
P400 a secco corrisponde a P1000 ad acqua
Ultimamente si tende comunque a lavorare sempre a secco inquanto esistono sisitemi di aspirazione che evitano polveri ingeribili e soprattutto la superficie non viene contaminata da agenti esterni che in seguito devono essere asportati con accuratezza.
L'importante è che trà 1 passaggio e l'altro non si passi tra grane di 2 livelli diverse ( p. es. passare da una P40 ad una P120) inquanto porterebbe a dei segni che sarebebro visibili alla fine....
Non so se sono stato abbastanza chiaro, in caso fammi sapere
Ciao
Mario